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Medico morto in vacanza a Palermo, risarcita la famiglia

Ospedale Cervello

Per un sortilegio del destino, il 12 agosto 2007 il Dr. Giuseppe Geraci, fondatore della Unità Emodinamica del Policlinica di Modena, avvertiva un malessere che lo costringeva a chiamare il “118” mentre era in vacanza nella sua terra di origine, la Sicilia.
Giunto all’Ospedale Cervello di Palermo, veniva sottoposto all’intervento di angioplastica coronarica primaria durante la quale veniva perforato un vaso coronarico periferico, con conseguente infusione ematica nel pericardio. La perforazione non veniva individuata dai sanitari e, nelle ore successive, la situazione precipitava senza che nessuno, presso la Struttura, avesse contezza o prendesse provvedimenti. Veniva, quindi, trasferito d’urgenza al Centro ISMETT di Palermo, dove i sanitari scoprivano la causa e cercavano disperatamente di porvi rimedio. Invano, perché, il giorno 25 settembre 2007, il Dr. Geraci decedeva per insufficienza multiorgano cagionata dal tamponamento cardiaco in seguito alla perforazione, appunto non individuata tempestivamente. Decedeva sotto gli occhi del giovanissimo figliolo Enrico, allora quattordicenne, straziato e distrutto dal dolore e dalle clamorose modalità dell’accaduto.
Iniziava un lungo percorso giudiziario che si snodava attraverso una Sentenza del G.U.P. di Palermo del 2009 che assolveva i sanitari imputati; sentenza ribaltata nel 2010. Il tutto poi giungeva alla Suprema Corte di Cassazione Penale che con sentenza n. 741 del 2012, depositata il 10 agosto 2012, annullava, cassando e rinviando al Giudice civile competente per valore, essendoci elementi chiari di responsabilità civilmente addebitabile ai sanitari.
L’Avv. Paolo Vinci prendeva in carico la vicenda civile per mandato della vedova Dr.ssa Loretta Governatori, in proprio e nella qualità di madre esercente la potestà sul figlio, allora minorenne.
Venivano “spazzate via” le difficoltà ambientali di un giudizio radicato a Palermo grazie alla solerzia dei Magistrati civili di quel Tribunale, che accoglievano la richiesta del legale di ottenere una consulenza medica d’ufficio, disposta nel 2016. Dalla stessa emergeva la responsabilità civile dell’Ospedale Cervello per colpa dei medici autori della improvvida perforazione nel corso dell’intervento.
In data 4 ottobre 2017, il Giudice, di sua iniziativa, ha emesso un provvedimento con il quale ha invitato le parti a transigere secondo un criterio da lui stesso ritenuto equo, disponendo la somma complessiva di euro 500mila, a carico dell’Ospedale Cervello.
Quale condizione necessaria ai fini del perfezionamento della definizione, l’Avv. Paolo Vinci ha preteso che il pagamento avvenisse entro la data del 28 febbraio 2018.
In data 27 febbraio, l’Ospedale Cervello ha provveduto al pagamento. La questione, dopo un lungo e complesso iter penale e civile, durato 10 anni, è stata definitivamente risolta.

RASSEGNA STAMPA:
- Il Giornale di Sicilia, "Medico morì sotto i ferri, dopo dieci anni sarà risarcita la famiglia";
- Il Resto del Carlino, "Medico morto in vacanza, 500mila euro alla famiglia";

 

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